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Consiglio di Stato, III, sentenza n. 3945/2020 Misure di self cleaning e elusione della normativa antimafia.

Afferma che l’interruzione dei rapporti con soggetto controindicato adottata allo scopo di superare una preesistente interdittiva antimafia non dà piena garanzia dell’effettiva cesura di ogni relazione con contesti mafiosi e giustifica il rigetto della richiesta di aggiornamento, con conferma dell’interdittiva prefettizia.

Tanto:

– in mancanza di un concreto accertamento prefettizio sulla perdurante esistenza del pericolo di condizionamento o, comunque, sulla natura meramente elusiva delle misure adottate e sulla loro concreta inidoneità a superare il pericolo di condizionamento;

– in applicazione del criterio del “più probabile che non” in considerazione delle pregresse vicende valorizzate nell’informativa originaria, verosimilmente note agli interessati, e del brevissimo lasso di tempo (cinque giorni) intercorso tra la conoscenza dell’informativa e le misure attuate dall’azienda. Si considera cioè sospetta l’adozione di misure di self cleaning tendenti a rimuovere situazioni costitutive di pericolo di condizionamento, in precedenza note e tollerate, solo dopo la conoscenza dell’interdittiva ed al dichiarato fine di rimuoverne gli effetti.

Qui il testo integrale

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